ENTE

UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI TREVISO

Regione Veneto

 

NOME PROGETTO

“Ricerca azione sull’attivazione di strategie di insegnamento/apprendimento che sviluppino la motivazione negli studenti”

 

Periodo di realizzazione

Dal 2000

 

ENTI REALIZZATORI UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI TREVISO

 

ALTRI SOGGETTI COINVOLTI Centri di Formazione Professionale Regionali e convenzionati, Istituzioni Scolastiche.

INDIRIZZO

Via Sartorio 1

 

Tel.

0422 4214 22

Fax

0422 421433

Email

autonomia@provvstudi.tv.it

 

Sito

www. provvstudi.tv.it

 

ENTE PROMOTORE

UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI TREVISO

REFERENTE

Dott. Roberto Spampinato

Maria Antonia Moretti

BENEFICIARI DEL PROGETTO

Docenti di scuola secondaria 1° e 2° grado e dei Centri di Formazione Professionale

 

TIPOLOGIA DI FINANZIAMENTO

Regionale Piano di Orientamento Scolastico Professionale

TIPOLOGIA DI ORIENTAMENTO

obiettivi relativi ai docenti:

 

1.             condividere l’esistenza e la natura dei problemi degli studenti;

2.             concordare linee comuni d’intervento;

3.             controllare nel tempo gli esiti degli interventi;

4.      valutare strategie alternative in caso di insuccesso.

obiettivi relativi agli studenti:

1.             manifestare atteggiamenti collaborativi nel corso delle attività proposte da insegnanti di

     discipline diverse;

2.        migliorare la capacità di portare a termine i lavori scolastici;

aumentare la capacità di autovalutarsi e di utilizzare strategie per migliorare il proprio lavoro

 

 

RISULTATI ATTESI/ RISULTATI OTTENUTI

(Indicare gli obiettivi che sono stati raggiunti, eventuali divergenze tra i risultati attesi ed i risultati ottenuti e le cause di tali divergenze)

Nel corso della prima edizione (anno 2000) un gruppo di lavoro costituito da docenti di scuola secondaria di 1° e 2° grado e della formazione professionale ha progettato interventi specificamente rivolti ad affrontare il problema degli alunni con tratti underachiever (indifferenza alla scuola, sforzo minimo nella tensione al risultato, scarsa motivazione), I percorsi di lavoro progettati si collocano in due filoni complementari, l’uno che pone a tema un intervento sostanzialmente rivolto ai docenti, l’altro un intervento rivolto agli studenti. Gli esiti attesi, distinti in relazione ai destinatari, sono i seguenti:

Esiti riferiti ai docenti:

 

1.   incremento delle conoscenze e competenze “strategiche” rispetto alla motivazione;

2.   incremento di un atteggiamento positivo rispetto alle “possibilità di miglioramento” degli

       studenti;

3.   incremento delle situazioni di insegnamento orientate all’apprendimento attivo da parte degli studenti;

4.   incremento delle situazioni di insegnamento/apprendimento di strategie di autocontrollo e di autovalutazione;

5.   effettivo uso degli strumenti concordati.

 

Esiti riferiti agli studenti:

 

1. risultati di apprendimento degli alunni “critici” superiori rispetto a quelli ottenuti in precedenza;

2. risultati di apprendimento degli alunni non “critici” in linea con quelli normalmente ottenuti;

3. aumento delle manifestazioni di interesse e dei tempi di concentrazione nell’esecuzione di un compito;

4. gradimento/apprezzamento delle attività svolte.

RUOLO DEGLI OPERATORI

Nel progetto sono stati coinvolti nella prima fase di progettazione degli interventi 14 docenti di cui 10 di scuola secondaria di 1° e 2° grado e 4 della formazione professionale; 11 docenti sono attualmente impegnati nella fase di realizzazione degli interventi; i docenti suddetti hanno svolto un ruolo di stimolo, di attivazione dei percorsi di lavoro ed esercitano il coordinamento delle azioni nei contesti scolastici; partecipano, inoltre, periodicamente agli incontri di coordinamento provinciale. Il Prof. Giuseppe Martini, utilizzato a livello provinciale su progetto di contrasto alla dispersione scolastica, esercita il ruolo di coordinamento e di supervisione scientifica del progetto.

 

 

PERCHE’ BUONA PRATICA

 

Pone l’attenzione sui livelli di consapevolezza delle procedure metodologiche da

    attivare, quindi, sulle procedure e gli strumenti di osservazione del processo, sulla lettura dello

    scarto tra la rilevazione in entrata/in uscita e sulla possibilità di attribuire effettivamente

    i risultati registrati agli interventi effettuati.

 

 

DESCRIZIONE DELL’ESPERIENZA

FASE  A: progettazione degli interventi in gruppo a partire dall’individuazione delle criticità sopra ricordate, il gruppo è composto da 14 docenti (scuola secondaria di 1° e 2° grado e della formazione professionale), a loro volta suddivisi in tre sottogruppi. I sottogruppi si incontrano autonomamente, secondo un calendario definito al loro interno, per 32 ore; vengono svolti, inoltre, incontri di coordinamento provinciale condotti da due tutor. La consulenza scientifica al gruppo è assicurata dal Prof. Giuseppe Martini responsabile provinciale dei progetti di promozione del successo formativo, il supporto organizzativo dalla D.S. Maria Antonia Moretti.

Al termine della fase vengono prodotti progetti d’intervento riconducibili, come già detto, a due tipologie, di fatto integrabili, ma che pongono  il focus dell’azione  sui docenti e/o operatori o, viceversa, sugli studenti

Il progetto d’intervento che pone il focus sui docenti prevede le seguenti fasi:

1.       diagnosi (rilevazione dati e analisi);

2.       intervento – prima fase (scelta della strategia/elaborazione della strategia/applicazione/controllo

                                            dell’andamento e degli esiti);

3.       intervento – seconda fase (conferma o modifica della strategia/applicazione/controllo

                                                dell’andamento e degli esiti).

e modalità (strumenti, procedure) di verifica del processo (liste di controllo, indicatori…) e degli esiti (test, osservazioni…).

 

Il progetto d’intervento che pone il focus sugli studenti prevede:

1.        la proposta di percorsi di lavoro diversificati (problem solving applicato al metodo di studio, una lezione di geometria con il metodo della mediazione, il cooperative learning in una lezione di storia) che si pongono come esemplificazioni di strategie di intervento mirate a incrementare la motivazione e, in particolare, ad intervenire sugli aspetti dell’autoefficacia e delle attribuzioni;

2.        la proposta di soluzioni organizzative a livello d’istituto, di cui vengono fornite esemplificazioni già sperimentate in alcuni contesti.

 

FASE B:

La fase di realizzazione degli interventi vede impegnati 11 docenti che svolgono un ruolo di stimolo, di attivazione dei percorsi di lavoro ed esercitano il coordinamento delle azioni nei contesti scolastici; partecipano, inoltre, periodicamente agli incontri di coordinamento provinciale. Il Prof. Giuseppe Martini, utilizzato a livello provinciale su progetto di contrasto alla dispersione scolastica, esercita il ruolo di coordinamento e di supervisione scientifica del progetto.

Il progetto si pone in continuità con le azioni realizzate a livello provinciale a partire dall’anno scolastico 1995/96:

Ø       Assume i bisogni espressi dal territorio:

 sui 1221 alunni di classe terza media osservati a inizio anno scolastico nel territorio provinciale con il 

 questionario autopercettivo “Perché vai a scuola” il 7,2% (88 soggetti) cade nella fascia di bassa

 motivazione all’apprendimento scolastico; la percentuale sale al 33% (407 soggetti) se si comprende

 anche la fascia di motivazione medio-bassa. Uno studente su tre, se non opportunamente affiancato dal

 sistema educativo, rischia di sviluppare e consolidare comportamenti di rifiuto (evitamento, fuga,

 parassitismo) nei confronti dell’offerta formativa scolastica.

   Dei 1382 studenti di prima superiore osservati ad inizio anno scolastico nel territorio provinciale con la

   versione modificata del “Questionario sulle strategie di apprendimento” di Michele Pellerey (QSA-88) il

   7% (pari a 96 soggetti) ha uno stile attributivo fortemente orientato verso cause non controllabili (fortuna,

   aiuti, natura del compito), percentuale che sale al 25,5% se si comprendono anche gli studenti con

   orientamento medio forte verso cause non controllabili. Parallelamente, quasi il 35% degli studenti

   osservati dichiara una percezione di competenza scolastica bassa o medio-bassa.

Ø       Utilizza la ricerca azione.

Ø       Nella realizzazione degli interventi utilizza i percorsi di lavoro (“centratura” sugli alunni o sui docenti) che

     meglio rispondono alle caratteristiche del contesto, alle esperienze sviluppate in precedenza,

     alla maturazione della consapevolezza del problema.

ELEMENTI DI INNOVAZIONE DELL’ESPERIENZA

1.privilegia la dimensione dell’insegnante riflessivo;

2.propone un itinerario progettuale, in cui possono coniugarsi modelli teorici e moduli operativi;

3.         connette la realizzazione dei percorsi di lavoro e le relative decisioni all’analisi dei contesti organizzativi in cui l’azione si realizza;  

4.         pone una forte attenzione all’impianto metodologico, quindi alle procedure e agli strumenti diosservazione del processo e degli esiti e alla possibilità di attribuire effettivamente i risultati registrati agli interventi effettuati.

ELEMENTI DI RIPRODUCIBILITA’ DELL’ESPERIENZA

La riproducibilità dell’iniziativa risulta essenzialmente connessa alla possibilità di utilizzare una professionalità esperta che coordini e assicuri la tenuta dell’impianto metodologico.