ENTEUFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI TREVISO Regione Veneto
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NOME PROGETTO Orientamento e riorientamento in ingresso nella Scuola Secondaria Superiore attraverso la rilevazione delle percezioni degli studenti sulle dimensioni della motivazione e delle strategie di apprendimento. |
Periodo di realizzazione Dal 1998
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ENTI REALIZZATORI UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI TREVISO
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ALTRI SOGGETTI COINVOLTI Scuole Secondarie di 2° grado, Centri di Formazione Professionale Regionali e convenzionati. |
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INDIRIZZO Via Sartorio 1
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Tel. 0422 4214 22 |
Fax 0422 421433 |
autonomia@provvstudi.tv.it
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Sito www. provvstudi.tv.it
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ENTE PROMOTORE Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona. |
REFERENTE Dott. Roberto Spampinato Maria Antonia Moretti |
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BENEFICIARI DEL PROGETTOStudenti del primo anno di Scuola secondaria di 2° grado |
TIPOLOGIA DI FINANZIAMENTONessuno le risorse sono costituite dal personale docente utilizzato ai sensi della C.M. 257/94 |
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TIPOLOGIA DI ORIENTAMENTO Obiettivi primari: 1 Rilevare la percezione degli studenti in ingresso nella S.S.S. relativamente a: · Profilo di motivazione scolastica; · Variabili del capitale culturale dell’ambiente familiare · Variabili emozionali connesse al vissuto scolastico nell’obbligo (scuola media) · Strategie di apprendimento 2 Formare i docenti che svolgono le attività di accoglienza a realizzare le azioni descritte nell’obiettivo 1 Obiettivi secondari Coinvolgere i consigli di classe nella programmazione educativa di obiettivi e piste di intervento coerenti con il quadro di percezioni rilevato perseguendo l’obiettivo 1
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RISULTATI ATTESI/ RISULTATI OTTENUTIRisultati attesi
Risultati ottenuti1. Messa a punto dell’intera strumentazione: questionari, fogli elettronici per la tabulazione e analisi automatica delle risposte, stampa dei profili, documentazione di supporto alla lettura pedagogica dei profili 2. Ritaratura del QSA: riduzione a 88 item, modifica della struttura fattoriale delle scale, produzione di norme provinciali (sia generali sia distinte per tipo di scuola (professionali, tecnici, licei) e per sesso dello studente 3. Ampliamento del numero e della tipologia degli Istituti coinvolti (la base normativa poggia ora su più di 3000 studenti di classe prima superiore) 4. Formazione di un gruppo di docenti, distribuiti su tutto il territorio provinciale, autonomi nella gestione complessiva dell’iniziativa all’interno dei progetti “accoglienza” degli Istituti.
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RUOLO DEGLI OPERATORI
I docenti coinvolti nel percorso sono per la quasi totalità utilizzati ai sensi della C.M. 257/94 su progetti di prevenzione della Dispersione Scolastica . Nell’arco dei quattro anni di sviluppo dell’iniziativa sono stati formati circa 20 docenti, distribuiti su un pari numero di Istituzioni Scolastiche. Il coordinamento provinciale dell’iniziativa avviene a cura del Gruppo di lavoro istituito ai sensi della citata C.M. 257/94 ed è affidato al prof. Giuseppe Martini.
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PERCHE’ BUONA PRATICA 1. Focalizza l’attenzione dei docenti su alcune caratteristiche di “ingresso” dell’utenza 2. Poggia le azioni di riorientamento su una solida base informativa prodotta dall’utenza stessa 3. coinvolge, a livello di trasmissione dell’informazione, l’intero Consiglio di classe e, in alcuni Istituti, contribuisce alla determinazione delle linee del POF 4. Forma un tassello dei processi di autoanalisi di Istituto, favorendo consapevolezza nei docenti della circolarità della programmazione: gli esiti come partenza dei processi di miglioramento del servizio scolastico 5. Rende precoci alcune iniziative di prevenzione e recupero della Dispersione Scolastica da parte dell’Istituzione Scolastica
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DESCRIZIONE DELL’ESPERIENZA 1. Sotto il profilo applicativo nel singolo Istituto: fase 1 nel mese di settembre(in alcuni istituti prima ancora dell’avvio delle attività didattiche, in modo da utilizzare le informazioni per contribuire alla formazione equieterogenea delle classi prime) vengono applicati i due questionari a tutte le classi prime dell’istituto; fase 2 i questionari vengono immediatamente tabulati negli appositi fogli elettronici predisposti per ciascuna classe; fase 3 i dati di analisi (profilo medio di classe con i punti di forza e di debolezza; profili individuali) vengono predisposti dalla “commissione accoglienza” e trasmessi ai docenti coordinatori dei Consigli di classe; fase 4 nel mese di ottobre (in alcuni istituti già a settembre) la base documentale viene presentata e discussa nei Consigli di classe, che individuano soggetti e azioni per il riorientamento e per l’eventuale recupero/potenziamento di competenze e atteggiamenti motivazionali, strategici e metacognitivi 2. sotto il profilo del coordinamento provinciale: fase 1 nel mese di giugno vengono distribuiti ai referenti d’istituto gli strumenti aggiornati; fase 2 nei mesi di settembre/ottobre viene fornita la consulenza on line ai referenti e ai responsabili “accoglienza”; 3. Sotto il profilo dell’evoluzione del progetto: o La pre-sperimentazione del progetto è iniziata nell’a.s. 1996-97 con la messa a punto dellaprima versione del QCS e la sperimentazione del QSA originale di Pellerey; o A partire dall’a.s. 1998/99 il QCS ha assunto la forma attuale; negli anni è stata migliorata la base normativa; A partire dall’a.s. 1999/2000 il QSA-88 ha assunto la forma attuale. Gli strumenti utilizzati sono: 1. Questionario Conoscitivo Studenti (QCS) 2. Questionario sulle strategie di Apprendimento (QSA-88), adattamento del QSA del Prof. Michele Pellerey 3. Software in Excel per la gestione del QCS 4. Software in Excel per la gestione del QSA 5. Documento guida per la lettura delle informazioni ricavate con il QCS 6. Documento guida per la lettura delle informazioni ricavate con il QSA-88 7. Protocollo descrittivo della procedura di presentazione e gestione in classe del QCS 8. Protocollo descrittivo della procedura di presentazione e gestione in classe del QSA 9. Report di ricerca sui dati complessivi di singole Istituzioni Scolastiche 10. Costruzione di archivi provinciali per a.s. e con serie storiche. |
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ELEMENTI DI INNOVAZIONE DELL’ESPERIENZA 1. Integrazione con l’ordinarietà delle azioni dell’Istituto – Non si tratta di un’iniziativa estemporanea, occasionale o straordinaria, bensì di un piano ordinario di azione, altamente integrato con le iniziative di di accoglienza degli studenti delle classi prime realizzate della quasi totalità delle Istituzioni scolastiche provinciali.
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ELEMENTI DI RIPRODUCIBILITA’ DELL’ESPERIENZA 1. Buon rapporto costi-benefici – L’impegno di lavoro richiesto ai soggetti coinvolti a livello di Istituto (referente coordinatore interno, docenti, studenti, personale ATA) è equilibrato rispetto agli esiti conoscitivi e ai risultati sia di condivisione delle tematiche sia di indirizzo delle azioni che produce. 2. Alto livello di autonomia operativa – I responsabili di Istituto detengono l’intera strumentazione e tutta la conoscenza necessaria e sufficiente per impiegarla in modo coerente con le finalità per le quali è stata prodotta. Il livello provinciale è necessario per l’aggiornamento annuale della strumentazione e per la manutenzione del tavolo di comunicazione e confronto tra gli Istituti che aderiscono al progetto.
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