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ENTE Case di carità arti e mestieri di Torino Regione Piemonte |
NOME PROGETTO DISPOSITIVO DI ACCOMPAGNAMENTO PER ADOLESCENTI E GIOVANI IN DIFFICOLTA’ |
Periodo di realizzazione DAL 1997
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ENTI REALIZZATORI Casa di carità Arti e Mestieri
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ALTRI SOGGETTI COINVOLTI Soggetti diversi |
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INDIRIZZO Via C. Brin, 26 Torino
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Tel. 011 2212640 |
Fax 011 2212600 |
Progettazione@carmes.it |
Sito
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ENTE PROMOTORE Casa di carità Arti e Mestieri. |
REFERENTE Attilio Bondone Cesare Rosso Giorgio Rosso |
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BENEFICIARI DEL PROGETTOGiovani dell’area del disagio |
TIPOLOGIA DI FINANZIAMENTOComunitario (Occupazione – youthstart) e Regionale.
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TIPOLOGIA DI ORIENTAMENTO Portare l’utente drop out a comprendere appieno e accettare di sua iniziativa i vincoli previsti da un percorso formazione in alternanza. Inserimento in un percorso formativo e lavorativo, predisposizione all’azione di tutoring. |
RISULTATI ATTESI/ RISULTATI OTTENUTIInserimento in un percorso formativo e lavorativo di chi aveva partecipato ad un percorso orientativo. Tenuta dei giovani inseriti in corsi di formazione in alternanza. |
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RUOLO DEGLI OPERATORI Orientamento, counselling, tutoring. |
PERCHE’ BUONA PRATICA Il progetto ha raggiunto gli obiettivi previsti ed ha avviato un collegamento di rete stabile. Nei ragazzi che vi hanno partecipato ha avviato una diversa disposizione nei confronti della partecipazione a processi scolastici e formativi (alcuni hanno ripreso la frequenza nella scuola superiore). Il modello è stato portato a sistema e riprodotto in diverse in diverse edizione negli ultimi tre anni. |
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DESCRIZIONE DELL’ESPERIENZA Per dispositivo si intende un processo di natura complessa che si differenzia da un semplice corso per 3 caratteristiche: notevole flessibilità circa gli ingressi, i tempi e i modi di effettuazione dei moduli, non un cammino di classe” bensì un supporto individuale in interfaccia in grado di mediare tra l’utente ed i servizi in modo da consentire una rispondenza puntuale alle caratteristiche peculiari dello stesso; esso coinvolge un insieme di organismi diversi, che vengono messi in rete in lavoro di carattere cooperativo che richiedono pertanto una filosofia di lavoro, un modello organizzativo ed operativo adeguati; esso si presta ad una molteplicità di utilizzi e finanziamenti e per tale natura in base alla logica dell’accompagnamento e formazione a massimo vantaggio dell’utenza. Le fasi del dispositivo di accompagnamento sono: FASE 1: segnalazione, accoglienza e colloqui; FAS 2 orientamento e progetto formativo; FASE 3 percorso formativo; FASE 4 valutazione e validazione formativa; FASE 5 inserimento lavorativo. Gli strumenti utilizzati sono schede di raccolta dati, scheda di colloquio con la famiglia o con altri referenti educativi; scheda di raccolta documentazione precedente; scheda colloquio individuale; cartella personale; profilo orientativo individuale; test di autostima (TMA di Bracken); scheda di bilancio; repertorio profili professionali; repertorio opportunità presenti nella rete formativa; scheda progetto formativo personale; questionario sul metodo di studio; questionario sul metodo di lavoro; schede di percorso individualizzato; schede di valutazione e validazione formativa; piano di lavoro per l’inserimento lavorativo; scheda di monitoraggio. |
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ELEMENTI DI INNOVAZIONE DELL’ESPERIENZA La ricerca di una reale integrazione e cooperazione tra organismi coinvolti nell’ambito delle politiche a vario genere rivolte ai ragazzi in condizioni di disagio. La definizione di una strategia della seconda chance per tali ragazzi e delle modalità operative d’intervento sia da parte di ciascuno degli organismi coinvolti sia in quanto rete integrata di interventi. La costruzione di un dispositivo di accompagnamento e formazione in forma individualizzata svolta da personale competente (tutor), come funzione di interfaccia tra utenti e opportunità offerte.
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ELEMENTI DI RIPRODUCIBILITA’ DELL’ESPERIENZA
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