Premessa
il perché della ricerca
Le profonde trasformazioni economiche e sociali che hanno caratterizzato il nostro secolo sono deducibili anche dalla lettura dei cambiamenti che stanno avvenendo all’interno del mercato del lavoro: da un lato un aumento della complessità - delle categorie di riferimento e dei fenomeni - e dall’altro una sempre maggiore difficoltà nella comprensione delle dinamiche della domanda e dell’offerta di lavoro.
I riflessi dei mutamenti in atto nel contesto economico sul sistema formativo sono chiaramente notevoli: il “sistema istruzione” si trova ad affrontare sfide che rendono necessario un rapido cambiamento proprio nel suo ruolo.
In questo panorama l’analisi degli esiti della formazione professionale, un importante tassello di politica attiva del lavoro – diventa centrale e costituisce una base di conoscenze e di discussione per la programmazione delle politiche di sviluppo dell’occupazione. Il tema della rilevazione degli esiti è quindi centrale e va coordinato con l’insieme di conoscenze che via via l’OML – sulla base di quanto già fatto negli anni passati – sta contribuendo a implementare.
Questa ricerca, modificando le modalità di acquisizione dell’informazione[1], vuole rappresentare un modo per attrezzarsi a comprendere meglio la realtà del rapporto tra formazione e mondo del lavoro.
Il modello di sviluppo è in rapida trasformazione e richiede nuove risorse – flessibili e adattabili ai singoli contesti – che sono funzionali alle esigenze produttive.
La comprensione delle tendenze in atto relativamente agli esiti occupazionali è perciò centrale rispetto alla programmazione di interventi di politiche attive del lavoro.
Il fatto che questa ricerca analizzi un triennio, nel suo complesso e nella sua articolazione per annualità, offre un quadro conoscitivo complesso di trend e di specificità che sicuramente può risultare utile nella programmazione futura e nell’applicazione del nuovo Programma Obiettivo 3.
Questa indagine offre quindi un quadro complessivo e analitico sull’andamento della formazione, visto dal punto di vista dei soggetti che hanno usufruito di questo strumento.
La rilevazione degli esiti fornisce un dato essenziale per la valutazione e importante per interpretare l’andamento del mercato del lavoro, la dinamica della realtà sociale (imprese e disoccupati) e degli interventi volti ad avvicinare il “polo” del lavoro con quello del non lavoro.
Dal punto di vista di ”impianto della ricerca” e delle metodologie utilizzate, la rilevazione esiti occupazionali pone dei problemi di metodo di non poco conto.
A ciò sia aggiunge che questa indagine copre un periodo temporale relativamente ampio (il triennio) e modifica – nella metodologia di rilevazione – i soggetti con cui interagire. Infatti, a differenza delle rilevazioni precedenti, l’universo di riferimento è costituito direttamente dai “clienti” della formazione professionale e non dagli Enti, soggetti intermedi tra programmazione - gestione e utenza.
Questa impostazione ha reso necessario definire un metodo di rilevazione semplice e diretto e al tempo stesso – data la notevole quantità delle persone da contattare – estremamente sintetico.
E’ auspicabile che questo modello – sicuramente implementabile nello strumento di rilevazione – possa essere applicato alle annualità successive, senza lasciar trascorre un lasso di tempo così lungo, che influenza sicuramente l’attendibilità del dato.
Diversa infatti è la condizione di chi ha ultimato - se nel frattempo non ha intrapreso altre strade di formazione – un percorso nel 96 o nel 98.
[1] La rilevazione esiti FP ha tradizionalmente avuto come interlocutori gli enti di formazione (fino al 1995), mentre l’universo di riferimento di questa indagine è costituito direttamente dai “clienti” della formazione professionale. (per gli anni 96, 97 e 98)